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PALAZZO:
STANZE SEGRETE
GIARDINO PENSILE







Palazzo

STANZE SEGRETE

Il vero tema architettonico di Palazzo Piccolomini è il suo rapporto con la natura e con il paesaggio. Dal loggiato a sette assi che sul lato posteriore si affaccia sul paesaggio, si gode una vista straordinaria della Valdorcia e del monte Amiata. Al piano terra del palazzo è inserito in questo panorama un giardino di forma quadrata cinto da mura con al centro il pozzo. Quello di Pienza è il primo giardino pensile del Rinascimento.
Tale situazione conferisce a questo luogo una valenza simbolica, architettonica, paradisiaca, di vita armoniosa in mezzo alla natura. (tratto da "Pienza la città di Pio" di Jan Pieper).

Al piano terra nellla corte interna e nelle sale un'esposizione perrmanente presenta la struttura architettonica del palazzo ripercorrendo l'ambizioso progetto umanistico di città ideale di Pio II. Al piano primo è situato l'appartamento nobile dove le gallerie aprono alle sale: quella da pranzo, della musica, dello studio, delle armi, della biblioteca ed alcune camere da letto tra le quali quella dello stesso Enea. Gli ambienti del piano nobile sono arredati con mobili dell'epoca, quadri, suppellettili e molte testimonianze di un passato che ancora rimane intatto.

GIARDINO PENSILE

Il magnifico palazzo Piccolomini, a pianta regolare, è costruito attorno ad un cortile. Prospicente il centro urbano su tre lati, ha invece il quarto lato proteso sul magnifico giardino pensile, con vista sulla Val d'Orcia e il monte Amiata. Composto da quattro aiuole delimitate da doppie siepi di bosso e da alberelli di alloro, la cui chioma è potata a forma di cupola, il giardino ha una fontana centrale. Si assiste ad una perfetta compenetrazione di arte e natura, concetto vagheggiato dal pensiero umanistico, di cui il papa è fine interprete e protagonista indiscusso. Nella preparazione del terreno, spianato per avere un livello costante davanti al palazzo, furono adottate alcune precauzioni per non far penetrare le acque piovane attraverso le volte delle stalle sottostanti.
Sul fondo, il giardino è chiuso da un muro ricoperto di edera, nel quale sono state ricavate tre finestre. Se ci affacciamo veniamo assorbiti dallo spazio circostante senza limiti né tempo e proiettati verso il paesaggio modulato dalla mano di un sapiente pittore. La veduta sorprendente dell'immensa vallata dell'Orcia che ci offre il giardino, rende questa parte di terra oltremodo incantevole. Il giardino diventava così luogo di contemplazione e meditazione nella perfetta fusione di uomo e natura tipico dell'età umanistica.

Nei Commentarii, anche Pio II descrive il magnifico panorama: il monte Amiata, la valle dell'Orcia e i "prati verdeggianti e i colli erbosi nelle stagioni buone, i campi ricchi di messi, i vigneti; sulle rupi scoscese si vedono le rocche i castelli, i bagni Vignoni e monte Pesio (Cetona), più in alto Radicofani e che è il punto da cui sorge il sole d'inverno". Il pontefice descrive ugualmente i tre ordini di porticati del palazzo che si affacciano sul giardino: "Nel lato che guarda a mezzogiorno e il monte Amiata, hanno costruito tre portici (o logge) […]. Il primo portico, sotto un'alta e austera volta, offre un piacevolissimo passeggio nell'attiguo giardino, il secondo, con un soffitto di travi adorno di dipinti a vivaci colori, offre un soggiorno piacevolissimo nell'inverno, con una balaustra elevata fino ad arrivare con il suo orlo all'ombelico di una persona. Simile è la proporzione del terzo portico, sebbene più semplici siano i pregi del soffitto a cassettoni".

Pienza nata da un pensiero d'amore e da un sogno di bellezza.
(G. Pascoli)

  
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